Lavoro e alimentazione: parlano gli esperti di Madegus

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Seguire un’alimentazione poco corretta può influire negativamente sul lavoro. Nel breve termine, può abbassare la soglia di attenzione causando infortuni, peggiorando l’efficienza e il rendimento lavorativo. Nel lungo termine, se non viene monitorata e curata, può portare a sviluppare patologie croniche come il diabete, l’obesità e i problemi cardiovascolari. 

Abbiamo intervistato sul tema gli esperti di Madegus – Maestri del Gusto, un’impresa patrocinata dall’Università di Parma che da 10 anni si occupa di formazione sensibilizzazione nel campo dell’
educazione  e della sostenibilità alimentare.

 
 

Quali realtà si sono affidate a voi per progettare e realizzare azioni rivolte a dipendenti e clienti?

 

Un esempio di successo è l’azienda Barilla: negli aggiornamenti obbligatori abbiamo inserito un ciclo di seminari sul legame tra alimentazione e sicurezza sul luogo di lavoro. I team marketing e sales hanno invece preso parte a lezioni per aumentare la consapevolezza sulle qualità nutrizionali della Dieta Mediterranea.

Anche l’azienda Chiesi Farmaceutici si affida a noi dal 2016 per seminari divulgativi rivolti ai dipendenti in particolare abbiamo realizzato dei Cooking Show Scientifici.

Siamo attivi anche nella GDO: da alcuni anni collaboriamo con Esselunga su diversi progetti, tra cui la realizzazione di manuali divulgativi sulla Dieta Mediterranea, partecipazione a festival e attività di edutainment per bambini.

 
 

Quali sono i falsi miti più comuni riguardo l'alimentazione sul luogo di lavoro?

 

Capita spesso che le persone sul luogo di lavoro scelgano alimenti in modo sbilanciato. La tendenza è di abbondare nei condimenti: piatti conditi con sughi o salse che rallentano la digestione. L’errore è prediligere cibi molto energetici ma poco sazianti: una corretta quantità di frutta e verdura al contrario aumenta la sensazione di sazietà.

Uno dei falsi miti più radicati è pensare che pasta e pane facciano ingrassare e che mangiare alimenti fonte di proteine sia più indicato. In realtà il pasto dovrebbe comprendere, nelle giuste proporzioni, carboidrati, proteine, grassi e fibra per apportare i nutrienti necessari e non sovraccaricare la digestione.

 
 

Quali sono le modalità che l'azienda può attivare per aiutare i propri dipendenti a fare scelte più consapevoli a tavola?

 

L’azienda può fare molto per il dipendente, introducendo progetti di educazione alimentare fruibili sul luogo di lavoro. È consigliabile partire dalla formazione, proponendo seminari di approfondimento sulla corretta alimentazione nei quali fornire suggerimenti pratici e concreti. Anche le mense aziendali sono il luogo ideale dove veicolare messaggi semplici da adottare immediatamente. 
In alcuni casi si possono attivare progetti anche specifici per il singolo, con percorsi educativi che mirino ad aumentare la consapevolezza riguardo la propria alimentazione, migliorando le abitudini errate.

 
 

Quali sono i consigli per comporre i menù delle mense aziendali o viceversa per comporre il proprio lunch box personale?

 

I menù aziendali dovrebbero offrire piatti semplici, con condimenti leggeri e cotture che mantengano il più possibile intatte le proprietà nutritive.

Sarebbe utile aumentare ad esempio l’offerta di piatti a base di verdure, pasta, legumi e pesce, alimenti che a casa è più difficile consumare per mancanza di tempo o difficoltà in cucina. In ottica di salute e sostenibilità ambientale, sarebbe opportuno limitare l’offerta di carne rossa e i salumi.

Chi porta a lavoro il proprio box dovrebbe comporlo con attenzione: per metà preparazioni a base di verdura o frutta, un quarto con alimenti fonte di carboidrati (pasta, riso, orzo, pane, ecc.) e un quarto con alimenti fonte di proteine (legumi, uova, pesce, carne, formaggio), il tutto condito con olio extravergine di oliva, condimento prezioso alla base della Dieta Mediterranea.

 
 

Perché nelle attività formative la gamefication è un approccio molto utile per comprendere e memorizzare i suggerimenti alimentari?

 

La gamefication viene utilizzata sempre di più nel contesto formativo anche con gli adulti perché riesce a stimolare l’apprendimento grazie al divertimento, in questo modo, la gratificazione che scaturisce dal gioco, stimola la memorizzazione; inoltre, sfrutta il desiderio di competitività, spesso latente dentro di noi.

Nel contesto dell’educazione alimentare, troviamo che sia molto utile in quanto sradicare le abitudini alimentari errate è molto complesso e il gioco può essere una leva stimolante per raggiungere il nostro scopo.

 
 

Seguire consapevolmente un'alimentazione bilanciata e corretta, incide anche sulla sostenibilità alimentare ed economica?

 

Certamente, la Dieta Mediterranea, nominata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, oltre ad essere uno stile alimentare protettivo per la salute, che trova conferma nell’ampia letteratura scientifica, è anche rispettoso del pianeta in quanto lascia ampio spazio ai prodotti della terra, riducendo il consumo di prodotti animali, rispettando la stagionalità e la biodiversità.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, contrariamente a ciò che si pensa, mangiare secondo i dettami della Dieta Mediterranea non è più costoso. Non dobbiamo pensare all’acquisto di prodotti dietetici particolari, al contrario, la Dieta Mediterranea si basa su preparazioni semplici, ricche di prodotti di origine vegetali con una buona alternanza di alimenti di origine animale.